Residenti e commercianti di Viale Trento lanciano un appello accorato dopo un’aggressione avvenuta nella notte tra il 7 e l’8 giugno, che ha lasciato un uomo ferito e ha scosso profondamente la comunità. “Viviamo nella paura e vogliamo un presidio fisso delle forze dell’ordine”, affermano, sottolineando la necessità di un intervento immediato per garantire la sicurezza del quartiere.
In seguito all’episodio violento, i cittadini hanno inviato una lettera al prefetto Sergio Pomponio, chiedendo l’istituzione di un presidio fisso nei punti più critici della via. “Siamo disperati, vogliamo difendere la legalità e la sopravvivenza del quartiere”, ha dichiarato Massimo D’Alessio, referente del Controllo di vicinato. La situazione attuale, caratterizzata da un clima di costante paura, sta spingendo molti negozi storici a considerare la chiusura definitiva, un evento che potrebbe portare a una desertificazione commerciale della zona.
Richiesta di aiuto
D’Alessio ha chiarito che la richiesta di un presidio non deve essere interpretata come una misura punitiva, ma come una risposta concreta dello Stato alle esigenze di sicurezza dei residenti. “Vogliamo che l’opinione pubblica e l’intera città di Viterbo sappiano che la nostra è una richiesta di aiuto dettata dalla disperazione”, ha aggiunto, evidenziando l’importanza di un ascolto attento da parte delle istituzioni.
Inoltre, i residenti hanno accolto con favore il recente regolamento di polizia urbana del Comune, ma sono consapevoli che, di fronte a episodi di violenza così gravi, è necessaria una presenza fisica sul territorio. “La lettera al prefetto è un atto di massima fiducia nelle istituzioni”, ha concluso D’Alessio, auspicando che Viale Trento e via Garbini possano tornare a essere zone sicure per tutti.