Scavi sommersi

Dal lago di Bolsena emergono spighe di farro millenarie

Resti vegetali, custoditi in contenitori insieme a corredi, aiutano a ricostruire la vita degli abitanti antichi

Dal lago di Bolsena emergono spighe di farro millenarie

Nuovi reperti risalenti a circa 3.000 anni fa sono emersi dai fondali dell’area archeologica del Gran Carro, nel lago di Bolsena. La scoperta riguarda recipienti che conservavano spighe di farro, deposte dagli abitanti dell’antico villaggio insieme ad alcuni oggetti di corredo.

La campagna nei fondali

Il ritrovamento è avvenuto nell’ambito della nuova campagna di scavo subacqueo avviata nei mesi scorsi dal servizio di archeologia subacquea della Soprintendenza Archeologia Belle arti e paesaggio dell’Etruria meridionale. Alle attività hanno partecipato i subacquei specializzati di Anfora srl Archeologia Mare Ambiente e i restauratori di Crs Restauro Beni culturali.

I contenitori recuperati custodivano le spighe di farro, una testimonianza della vita quotidiana e delle pratiche alimentari della comunità che abitava l’insediamento. Accanto ai resti vegetali sono stati individuati oggetti di corredo simili a quelli già rinvenuti nelle tombe villanoviane della prima età del Ferro.

La conservazione dei materiali

La presenza di resti vegetali così antichi è legata alle condizioni particolari del fondale del lago nella zona del Gran Carro. L’ambiente sommerso ha infatti contribuito a preservare e a restituire nel tempo diverse testimonianze storiche della popolazione insediata nell’area.

Il complesso dei ritrovamenti fornisce nuovi elementi per ricostruire le origini e le abitudini delle antiche civiltà che vivevano intorno al lago di Bolsena. I materiali recuperati si inseriscono nel quadro delle ricerche condotte nell’area archeologica, dove le attività subacquee stanno riportando alla luce reperti legati alla vita dell’antico villaggio e ai suoi rapporti con il territorio.