Acquisizione immobile

Tarquinia, il Comune in ritardo sull’acquisto dell’immobile per l’archivio

Il consigliere Rosati chiede chiarimenti sulla gestione dell'archivio storico.

Tarquinia, il Comune in ritardo sull’acquisto dell’immobile per l’archivio

Il consigliere Piero Rosati ha sollevato interrogativi alla giunta Sposetti riguardo alla possibile acquisizione di un immobile di proprietà della Regione Lazio, situato in via dei Granari 28, che potrebbe migliorare la gestione e la tutela dei documenti storici della città di Tarquinia.

La questione è stata formalmente presentata attraverso un’interrogazione urgente, in cui Rosati ha proposto di acquisire il locale per unificare i “tesori” documentali attualmente dislocati in diverse strutture comunali. La Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio per la provincia di Viterbo ha richiesto comunicazioni ufficiali all’ente locale riguardo all’intenzione di esercitare il diritto di prelazione sul bene.

Un’opportunità per il patrimonio culturale

Il bene in questione confina con l’attuale sede dell’archivio storico comunale e la sua acquisizione permetterebbe di creare un corpo edilizio unico di grande valore. La giunta ha già deliberato una mossa simile il 15 maggio, approvando la prelazione per un’altra porzione dello stesso complesso con la delibera numero 58. L’obiettivo di Rosati è quello di riunire in un’unica sede le carte e le testimonianze del passato cittadino, evitando la dispersione del patrimonio culturale.

Preoccupazioni sui tempi di risposta

Tuttavia, i dubbi dell’opposizione riguardano la tempistica della risposta da parte del Comune. Secondo l’atto ispettivo, la richiesta della Soprintendenza è pervenuta agli uffici comunali oltre un mese fa, senza che sia stato adottato alcun provvedimento. Questa situazione ha sollevato preoccupazioni tra i membri della minoranza, specialmente considerando le precedenti manifestazioni di interesse per l’immobile.

Rosati ha sottolineato l’urgenza di esercitare il diritto di prelazione per tutelare il patrimonio pubblico e garantire un futuro all’archivio storico. La sua richiesta mira a mantenere lo stabile fuori dalle logiche di compravendita privata, preservandolo per la collettività. “La palla passa ora all’amministrazione Sposetti”, ha affermato, chiedendo chiarimenti rapidi sulla volontà di seguire una visione di tutela del patrimonio pubblico, coerente con le azioni già intraprese. Rosati ha concluso esprimendo timori che i ritardi possano essere sintomo di una distrazione da parte dell’amministrazione.