Il chiostro rinascimentale del complesso di Santa Maria in Gradi, sede del Rettorato dell’Università degli Studi della Tuscia, ha ospitato il 2 ottobre 2026 l’iniziativa Donne resilienti, un appuntamento dedicato alla riflessione sul ruolo femminile e accompagnato da una sfilata di moda. L’evento, organizzato a Viterbo, ha riunito rappresentanti dell’ateneo, istituzioni, associazioni, docenti e studenti.
Il ruolo dell’università nel territorio
L’incontro è stato promosso dall’Università della Tuscia, dal Centro Antiviolenza dell’Unitus e dalle Acli. L’appuntamento è nato su impulso della rettrice Tiziana Laureti, con l’obiettivo di valorizzare l’università come luogo di incontro, confronto e apertura alla comunità. Nel corso dell’iniziativa è stato richiamato anche il ruolo degli accordi di Terza Missione, attraverso cui l’ateneo collabora con cittadini, scuole, imprese, istituzioni e realtà associative.
Al centro della manifestazione sono state le studentesse dell’Istituto di Istruzione Superiore F. Orioli di Viterbo, che hanno ideato, realizzato e indossato gli abiti presentati durante il défilé insieme alle loro docenti. Il programma ha coinvolto anche il gruppo Nonni e Nipoti, inserito nelle attività dell’Atelier solidale delle Acli di Viterbo. La sfilata ha rappresentato il momento conclusivo di un percorso nel quale moda, creatività e partecipazione sono stati collegati ai temi dell’inclusione e della solidarietà.
Il confronto sulla resilienza femminile
Donne resilienti è stato presentato come un momento di riflessione accademica e sociale sulla resilienza delle donne. Il concetto è stato affrontato non come semplice accettazione delle difficoltà, ma come capacità di reagire, trasformare le esperienze e costruire nuovi percorsi individuali e collettivi. L’Università della Tuscia ha quindi ospitato un confronto multidisciplinare sul ruolo della donna nella società, nella cultura e nella storia contemporanea.
A condurre l’incontro è stata la docente e giornalista Anna Maria Stefanini. Tra i partecipanti figuravano, oltre alla rettrice Laureti, la vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna, il consigliere regionale Daniele Sabatini, la docente Sonia Melchiorre, gli assessori del Comune di Viterbo Katia Scardozzi e Rosanna Giliberto, don Luca Scuderi, vicario episcopale per la pastorale famiglia e vita, e la direttrice sanitaria della Asl Assunta De Luca.
Presenti inoltre la presidente della Consulta del Volontariato Paola Massarelli, la presidente Aido Montefiascone Monia Paolini, l’associazione Universo Giovani, rappresentanti del Centro Antiviolenza dell’Università della Tuscia, dell’Università La Sapienza e del Rotaract Viterbo. Dopo i saluti istituzionali, l’avvocata Dominga Martinez e la psicologa Giamila Salemme hanno illustrato le attività del Centro Antiviolenza.
La professoressa Anna Kosic ha presentato i pannelli della mostra Mai più schiave ma libere nel cuore, mentre Loredana Aquilanti ha introdotto la sfilata degli abiti creati dalle studentesse dell’Orioli. Elena Bocci ha illustrato l’Atelier solidale e la giornalista Mariella Zadro ha ricordato Rocco Todaro, socio Acli del gruppo Nonni e Nipoti, che in precedenti iniziative aveva sfilato con le nipoti gemelle. Nel corso del défilé sono stati descritti anche gli abiti da sposa. La partecipazione del pubblico e gli applausi finali hanno accompagnato la conclusione della manifestazione, che ha riunito attività culturali, moda e sensibilizzazione sui diritti delle donne.