Emergenza caldo

Aumento record delle temperature a Viterbo: bollino rosso in arrivo

Viterbo registra un incremento termico di 7,5 gradi in 50 anni, tornando a soffrire per il caldo.

Aumento record delle temperature a Viterbo: bollino rosso in arrivo

Viterbo torna a essere colpita da ondate di caldo, con il ministero della Salute che ha emesso il bollino rosso per i giorni finali di luglio e l’inizio di agosto. Le temperature sono previste in aumento, raggiungendo i 37-38 gradi, dopo una settimana di relativa calma. Questo fenomeno non è isolato, ma si inserisce in un contesto di crescente crisi climatica che colpisce il Lazio, con Viterbo che si distingue per l’aumento delle temperature.

Un’indagine condotta da Legambiente e Tgr Lazio ha analizzato l’andamento climatico nei venti comuni più popolosi della regione, evidenziando come Viterbo abbia registrato un incremento termico significativo. Nel capoluogo della Tuscia, la temperatura media di giugno è passata da 19,4 gradi nel 1975 a 26,9 gradi nel 2025, con un aumento complessivo di 7,5 gradi. Questo dato è particolarmente allarmante in un contesto in cui altre città, come Guidonia Montecelio, hanno visto un incremento di quasi 8 gradi.

Analisi del decennio

Le analisi più recenti confermano una tendenza al surriscaldamento costante per il territorio viterbese. Nel giugno 2026, la media termica mensile ha raggiunto i 27,4 gradi, con un incremento di 3,9 gradi negli ultimi dieci anni. Questo scenario rende le estati sempre più lunghe e difficili da sostenere, posizionando Viterbo subito dietro ai record negativi di Guidonia Montecelio e altre località come Terracina e Latina.

Per affrontare le criticità ambientali e climatiche, il presidente di Legambiente Lazio, Roberto Scacchi, ha sottolineato l’urgenza di interventi. Le città stanno diventando sempre più invivibili, con temperature insostenibili sia di giorno che di notte. Scacchi ha evidenziato la necessità di contrastare le emissioni climalteranti attraverso una mobilità sostenibile, l’uso di energie rinnovabili e la riconversione verde dell’industria. È fondamentale anche ripensare l’urbanistica, creando rifugi climatici e aumentando le aree verdi per rendere le città più vivibili.