Firme contro ciclabile

Cittadini di Viterbo contro la pista ciclabile: 1170 firme raccolte

Il Comitato spontaneo chiede la cancellazione della pista ciclabile a Viterbo.

Cittadini di Viterbo contro la pista ciclabile: 1170 firme raccolte

Il numero delle firme raccolte contro la pista ciclabile di via della Pila a Viterbo è salito a 1170. Dopo una prima consegna di 516 sottoscrizioni avvenuta il 22 maggio, il Comitato spontaneo ha depositato una seconda tranche di 654 firme, chiedendo all’amministrazione comunale di rivedere il progetto. Il Comitato ha anche convocato un incontro per i residenti e i cittadini fissato per le 19:30 del 2 luglio.

Nella lettera allegata alla petizione, i promotori spiegano che la mobilitazione è proseguita perché, a loro giudizio, non ci sarebbe stata “una reale rivisitazione della viabilità”. Sottolineano che “i cittadini hanno proseguito a sottoscrivere la petizione, raggiungendo la quota complessiva di 1170 firme, un ammontare ragguardevole, considerata l’assoluta spontaneità dell’iniziativa e l’assenza di qualsivoglia organizzazione di supporto”. Si tratta della voce dei cittadini che deve essere ascoltata dalla politica.

Criticità e richieste

Secondo il documento, le risposte ricevute dal Comune sarebbero state insufficienti: “Si sono limitate a mere dichiarazioni di intenti, dilatate in un tempo imprecisato, mentre le opere sono proseguite in spregio alle richieste inoltrate”. I promotori affermano che “la quotidianità della vita cittadina soffre le conseguenze di una scelta evidentemente inopportuna, pericolosa e non decorosa”.

Il testo analizza diversi aspetti dell’intervento realizzato in via della Pila, a partire dall’effettivo utilizzo della pista ciclabile. Secondo i cittadini, “chiunque abbia osservato il traffico all’interno della pista ciclabile non può non rilevare che i ciclisti che l’hanno percorsa sono stati praticamente nulli”. Ampio spazio viene dedicato anche alla sicurezza dei pedoni e delle persone con disabilità, con la segnalazione che il percorso pedonale presenta criticità tali da costringere spesso i cittadini a invadere la corsia ciclabile.

Tra le contestazioni figurano anche le ripercussioni sulle attività economiche della zona. Secondo i firmatari, “l’intervento ha leso economicamente tali attività”, a causa della riduzione dei parcheggi, del senso unico e delle difficoltà nello scarico delle merci. La lettera affronta anche il tema dei costi dell’opera, sostenendo che, pur essendo finanziata con fondi Pnrr, la manutenzione futura ricadrà comunque sul bilancio comunale.

Le ultime pagine del documento contengono dieci domande rivolte all’amministrazione, relative alla qualità della vita nel quartiere, all’impatto economico sulle attività commerciali, alla sicurezza dei pedoni, all’accessibilità per le persone con disabilità e ai costi dell’intervento. La richiesta conclusiva è netta: “Le 1170 firme rappresentano cittadini che attendono delle risposte concrete e una nuova filosofia di gestire i beni pubblici”. I promotori auspicano che la giunta “tenga conto di quanto riportato nella petizione e risponda adeguatamente alle domande formulate”, chiedendo infine “che si pongano in atto le misure necessarie a cancellare un’opera non voluta dai residenti, non utilizzata, pericolosa e priva di senso logico ed estetico”.