Un episodio di violenza legato al mondo dello spaccio di droga ha avuto luogo sui monti Cimini, dove un 26enne di origine marocchina è stato gambizzato. Il giovane è stato colpito da un proiettile intorno alle 15:30 di sabato 25 luglio durante un tentativo di fuga dai suoi sequestratori. Trasportato all’ospedale Santa Rosa di Viterbo, non è in pericolo di vita ma è attualmente piantonato dai carabinieri.
Indagini riservate
Le indagini, condotte dal Nucleo investigativo dei carabinieri, sono particolarmente delicate e riservate, non solo per l’episodio di sabato, ma anche per il contesto dello spaccio nei boschi della Tuscia. I militari stanno concentrando la loro attenzione su due fratelli, accusati di gestire l’attività di spaccio nella zona, come riportato dal cugino della vittima.
Mohammed, cugino della vittima e di quasi 28 anni, ha denunciato i sequestratori per sequestro di persona, tentato omicidio e violenza. Ha raccontato di essere riuscito a scappare con il cugino, ma che già in passato aveva tentato la fuga, venendo ferito alla spalla destra. Sabato, quando i sequestratori si sono accorti della fuga, hanno aperto il fuoco, colpendo il 26enne alla gamba.
Un omicidio irrisolto
Questo episodio riporta alla memoria un omicidio avvenuto nella stessa area, quello di Abdelkrim Cheheb, un 36enne marocchino trovato morto il 10 maggio 2025. La vittima era stata uccisa con due colpi di pistola, e le indagini, coordinate dal pm Massimiliano Siddi, sono ancora aperte. Nonostante gli accertamenti tecnici e l’analisi di telefonate e messaggi, il caso rimane irrisolto a oltre un anno di distanza.