La popolazione di Viterbo è sostenuta dal saldo migratorio, mentre il bilancio tra nascite e decessi continua a essere negativo. È il quadro delineato dalla Relazione sulla performance 2025 del Comune, elaborata sulla base degli ultimi dati Istat e riferita alla situazione demografica del capoluogo della Tuscia.
Al 31 dicembre 2024 i residenti erano 66.393, 205 in più rispetto ai 66.188 dell’anno precedente, con una crescita dello 0,31%. L’incremento complessivo, tuttavia, non deriva dalla dinamica naturale della popolazione: nel corso dell’anno sono nati 368 bambini, mentre i decessi sono stati 739. Il saldo naturale si è quindi attestato a -371.
Nascite in diminuzione e popolazione più anziana
Il confronto con gli anni precedenti mostra una riduzione progressiva delle nascite. Nel 2002 erano state 426, nel 2010 avevano raggiunto quota 585, mentre dal 2022 il dato è rimasto sotto le 400 unità annue: 395 nel 2022, 384 nel 2023 e 368 nel 2024. Nello stesso periodo, i decessi sono passati da 588 nel 2002 a 884 nel 2022, per poi scendere a 780 nel 2023 e a 739 nell’ultimo anno rilevato.
Anche la struttura delle famiglie evidenzia cambiamenti rilevanti. I nuclei residenti sono saliti a 32.164, ma il numero medio dei componenti è diminuito da 2,53 nel 2003 a 2,04. Il dato è associato alla crescita delle persone che vivono sole e all’invecchiamento dei nuclei familiari.
Al primo gennaio 2025, le persone con almeno 65 anni rappresentavano il 24,6% della popolazione, pari a 16.312 residenti. La fascia tra 0 e 14 anni contava invece 7.599 persone, l’11,4% del totale. Gli abitanti tra 15 e 64 anni erano 42.482, il 64%. L’età media è salita a 47,1 anni, contro i 43,1 del 2002.
Il saldo migratorio
Nel 2024 il saldo migratorio ha compensato in parte quello naturale. All’anagrafe di Viterbo si sono iscritte 1.460 persone provenienti da altri comuni italiani e 573 dall’estero. Le cancellazioni sono state 1.300 verso altri comuni e 172 verso l’estero. Il saldo complessivo è risultato positivo per 561 unità, di cui 401 legate ai movimenti con i Paesi stranieri.
Al primo gennaio 2025 gli stranieri residenti erano 7.305, pari all’11% della popolazione. Il gruppo più numeroso era quello europeo, con il 47,3% delle presenze, seguito da Asia al 23,8%, Africa al 20,6%, America all’8,1% e Oceania allo 0,1%.
Tra le comunità più rappresentate figuravano quella rumena, pari al 26,8% degli stranieri residenti, quella dello Sri Lanka, al 7,4%, e quella nigeriana, al 5,9%. Seguivano cittadini provenienti da Ucraina, Bangladesh, Albania, Pakistan, Senegal, Cina e Repubblica Dominicana.
I dati vengono richiamati nella relazione comunale anche in relazione alle prospettive del mercato del lavoro, dei servizi e della sostenibilità del sistema sociale. Una riduzione della popolazione in età attiva potrebbe incidere sulla disponibilità di lavoratori e sui contributi, mentre il calo delle nascite avrebbe effetti nel tempo sulla rete scolastica. Il documento descrive quindi una città caratterizzata da bassa natalità, invecchiamento e dipendenza crescente dai movimenti migratori per mantenere stabile il numero complessivo dei residenti.