Esequie in cattedrale

L’ultimo saluto a don Giuseppe Giulianelli

Il presule Orazio Francesco Piazza ha ripercorso il servizio accanto ai malati e l'affetto della comunità

L’ultimo saluto a don Giuseppe Giulianelli

La cattedrale di San Lorenzo ha accolto il feretro di don Giuseppe Giulianelli per la celebrazione delle esequie. La chiesa era gremita di fedeli, personale sanitario e sacerdoti della diocesi di Viterbo, riuniti per rendere omaggio al sacerdote scomparso domenica 9 agosto, all’età di 83 anni.

Giulianelli era stato per oltre quarant’anni cappellano dell’ospedale cittadino, un incarico svolto accanto ai malati e alle loro famiglie. La sua presenza costante nelle corsie e il rapporto costruito con la comunità sanitaria hanno rappresentato uno degli aspetti più significativi del suo ministero.

Il ricordo del vescovo

A presiedere la liturgia è stato il vescovo di Viterbo, Orazio Francesco Piazza, che nell’omelia ha proposto un ritratto personale e affettuoso del sacerdote. Secondo il presule, la celebrazione non doveva essere segnata soltanto dalla tristezza, ma anche dal ricordo e dalla gratitudine per una vita dedicata al servizio della Chiesa e della città.

Piazza ha definito Giulianelli un modello di fedeltà al sacerdozio, capace di esprimere l’umanità della fede attraverso gesti semplici e una particolare attenzione alle persone. Il vescovo ha ricordato soprattutto la sua ironia, le battute e quel sorriso bonario e furbetto che accompagnava gli incontri quotidiani.

Nel corso dell’omelia, il vescovo ha raccontato di averlo conosciuto negli ultimi quattro anni e di averlo trovato spesso ad attenderlo al rientro dagli appuntamenti in diocesi, nei pressi di piazza San Lorenzo. Quei momenti, ha spiegato, erano segnati da una battuta o da una frase capace di lasciare un ricordo duraturo. La sua assenza, ha aggiunto, sarà avvertita anche nella quotidianità della vita diocesana.

La testimonianza della nipote

Durante la cerimonia è intervenuta anche una nipote, che ha ricordato il legame familiare e gli anni dell’infanzia trascorsi insieme. Ha parlato delle visite ai giardini della cattedrale, delle spiegazioni sulla storia della chiesa e delle messe seguite nella chiesa dell’ospedale, luoghi attraverso i quali i familiari avevano iniziato a conoscere più da vicino il mondo del sacerdote.

La nipote ha sottolineato la sua disponibilità a interessarsi alla famiglia anche negli anni successivi, descrivendolo come una presenza costante, riconoscibile per la calma e il sorriso. Nel suo ricordo, Giulianelli ha saputo dimostrare che, in una società spesso dominata dai toni accesi, è possibile entrare nel cuore delle persone attraverso la misura e l’ascolto.

Al termine del rito, la salma è stata trasferita al cimitero San Lazzaro, dove sarà tumulata. A Viterbo resta il ricordo di un sacerdote che ha unito il ministero religioso alla vicinanza concreta ai malati, facendo dell’ascolto, dell’ironia e della presenza quotidiana la cifra del proprio impegno.