Dieci attività di barber shop nel centro storico di Viterbo sono state sospese e quattordici persone denunciate all’autorità giudiziaria per l’utilizzo di falsi attestati professionali di acconciatore. Questo è il risultato di un’operazione condotta dai Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Viterbo, supportati dai colleghi dei NIL di Grosseto, Rieti e Terni, dal personale dell’Ispettorato del Lavoro, dalla Compagnia Carabinieri di Viterbo e dalla Polizia Locale.
L’attività investigativa è scaturita da alcune segnalazioni anonime giunte nei mesi scorsi e dai successivi controlli effettuati presso numerosi esercizi commerciali del centro storico cittadino. Gli accertamenti hanno evidenziato che i dipendenti delle attività controllate, tutti cittadini extracomunitari, esercitavano la professione senza aver frequentato i prescritti corsi di formazione.
Attestati falsi e sospensioni
Secondo quanto emerso dalle verifiche, gli attestati professionali esibiti dai responsabili tecnici dei barber shop si sono rivelati falsi. I documenti, infatti, sarebbero stati disconosciuti dagli stessi enti indicati come soggetti emittenti. Alla luce dei riscontri raccolti, il Settore IV Sviluppo Economico del Comune di Viterbo ha emesso dieci ordinanze di sospensione immediata delle attività interessate.
Nel corso delle ispezioni sono state identificate complessivamente venti persone. In una delle attività controllate è stata inoltre accertata la presenza di un lavoratore in nero su due. Questa operazione evidenzia l’impegno delle forze dell’ordine nel contrastare il lavoro irregolare e garantire la legalità nel settore dei servizi.