Il parco pubblico di via del Colle, a San Martino al Cimino, ha ospitato la cerimonia della manifestazione nazionale Una rosa per Norma Cossetto. L’iniziativa ha riunito cittadini, associazioni d’arma e rappresentanti delle istituzioni locali per rendere omaggio alla studentessa istriana uccisa nelle foibe nell’autunno del 1943.
Al centro dell’appuntamento c’è stata la figura di Norma Cossetto, studentessa dell’Università di Padova, catturata nella sua casa in Istria all’età di 23 anni. Secondo la ricostruzione storica ricordata durante la cerimonia, la giovane fu sottoposta a violenze e torture in una scuola dismessa e, nella notte tra il 4 e il 5 ottobre 1943, venne gettata ancora viva nella foiba di Villa Surani.
Il riconoscimento e il legame con Viterbo
La vicenda di Cossetto è stata presentata come emblema della tragedia vissuta da molti italiani sul confine orientale. Nel 2005 la Presidenza della Repubblica le conferì la medaglia d’oro al merito civile. Da allora il suo nome è stato associato alle iniziative dedicate al ricordo delle vittime delle foibe e degli esuli istriani, dalmati e giuliani.
La manifestazione ha un legame particolare con il territorio viterbese. L’iniziativa Una rosa per Norma Cossetto è nata infatti proprio a Viterbo nel 2018, da un’idea di Maurizio Federici. Negli anni ha ottenuto il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei ministri, oltre a quelli del Comune di Viterbo e dell’amministrazione provinciale per gli appuntamenti locali.
La deposizione degli omaggi floreali
Il momento centrale della mattinata è stato la deposizione delle rose davanti all’ingresso del parco intitolato alla giovane. Gli omaggi sono stati deposti da Laura Allegrini e Alessandra Purchiaroni, coordinate da Valentina Rinaldi del Comitato 10 Febbraio.
Alla cerimonia hanno partecipato, tra gli altri, il deputato Mauro Rotelli, i consiglieri regionali Daniele Sabatini e Giulio Zelli, il consigliere provinciale Andrea Di Sorte, il presidente del Consiglio comunale Marco Ciorba e l’ex sindaco Giovanni Arena. Presenti anche delegazioni delle associazioni d’arma e delle guardie d’onore del Pantheon.
In chiusura, Valentina Rinaldi ha ribadito la necessità di mantenere viva l’attenzione su quelle vicende e di dare voce agli esuli. La rappresentante del Comitato 10 Febbraio ha sostenuto che la storia di Cossetto e quella delle migliaia di infoibati non debbano essere più taciute, richiamando anche le difficoltà affrontate dagli esuli al loro arrivo in Italia.