Proseguono a tutto campo le indagini sulla morte di Benedetta Marino, la 23enne trovata senza vita nell’ex consorzio agrario di viale Francesco Baracca. Il corpo della giovane, madre di un bambino di quattro anni, è stato scoperto nella mattina di sabato 8 agosto, all’interno di una stanza situata all’ultimo piano di un piccolo fabbricato abbandonato, nella zona della Teverina, alle porte del quartiere Santa Lucia.
Dopo l’autopsia eseguita all’Istituto di medicina legale del Verano, a Roma, la salma è stata restituita alla famiglia. I funerali sono stati fissati per le 16.30 di martedì 11 agosto nella basilica di Santa Maria della Quercia. I familiari hanno chiesto di destinare eventuali offerte alla Caritas parrocchiale invece dell’acquisto di fiori.
La ricerca di chi avrebbe fornito le sostanze
Il principale fronte dell’inchiesta riguarda l’eventuale presenza di persone che avrebbero fornito sostanze poi assunte dalla ragazza nelle ore precedenti al decesso. Nel fascicolo aperto dalla pm Paola Conti, al momento contro ignoti, sono state inserite le ipotesi di morte in conseguenza di altro reato e cessione di sostanze stupefacenti.
La Squadra mobile sta ricostruendo la notte tra venerdì 7 e sabato 8 agosto, cercando di individuare tutte le persone presenti alla festa organizzata per il compleanno della giovane, che aveva compiuto gli anni proprio il 7 agosto. Tra coloro che sono stati ascoltati, nell’immediatezza dei fatti e nelle ultime ore, c’è anche il compagno della 23enne: un 45enne viterbese, ritenuto informato sui fatti e già noto per vicende legate alla droga. I due avevano iniziato una relazione da alcuni mesi e avevano trascorso la serata insieme a una comitiva di amici.
Gli esami tossicologici
Secondo i primi riscontri, l’autopsia avrebbe confermato l’assenza di tracce riconducibili a una morte violenta, in linea con quanto era già emerso dall’esame esterno del corpo. La procura ha comunque affidato alla medico legale Anna Maria Manta, della Sapienza, anche l’incarico di svolgere gli esami tossicologici.
Gli accertamenti dovranno stabilire se Benedetta Marino abbia assunto droghe, alcol o entrambe le sostanze e se tale eventuale assunzione abbia avuto un ruolo determinante nella morte. I risultati saranno quindi valutati insieme agli altri elementi raccolti dagli investigatori per chiarire la dinamica dei fatti.
Gli agenti della scientifica hanno repertato bottiglie, oggetti e altri elementi ritenuti utili all’inchiesta nell’ex consorzio agrario. Quando personale sanitario e polizia sono arrivati sul posto, per la giovane non c’era ormai più nulla da fare. Il lavoro degli investigatori punta ora a ricostruire le ultime ore di vita della 23enne, verificare eventuali responsabilità di terzi e accertare se vi siano state condotte che possano avere contribuito al decesso, una vicenda che ha profondamente colpito la comunità.