Nelle isole ecologiche nelle campagne di Viterbo cresce la frustrazione dei residenti per la presenza di cumuli di immondizia, cassonetti danneggiati e rifiuti ingombranti abbandonati. Le segnalazioni, accompagnate da fotografie, descrivono una situazione che interessa diverse aree di conferimento lontane dal centro urbano e che, secondo chi vive o transita nella zona, non è stata risolta dall’attivazione dei dispositivi di videosorveglianza.
Basta percorrere pochi chilometri dalle vie cittadine per incontrare sacchi lasciati sull’asfalto, campane della raccolta rotte e materiali di varia natura depositati all’aperto. Le aree di sosta ecologica nelle zone rurali e periferiche del territorio comunale vengono così trasformate in punti di accumulo, con conseguenze sul decoro degli spazi e sulla sicurezza della viabilità. I residenti riferiscono di una situazione ricorrente, documentata attraverso immagini inviate con continuità.
Telecamere senza effetto deterrente
Uno dei casi indicati come più significativi riguarda le aree di conferimento di Pian di Tortora e Colleverde. Nei mesi scorsi l’installazione delle telecamere era stata considerata uno strumento utile a scoraggiare gli abbandoni irregolari. La presenza degli apparati, tuttavia, non avrebbe modificato in modo evidente il quadro: attorno ai contenitori continuano a comparire cumuli di rifiuti e materiali eterogenei.
Le segnalazioni non riguardano soltanto quelle due zone. Anche in strada Mezzogrosso vengono descritti cassonetti deteriorati e scarichi abusivi. Il disordine, secondo i residenti, tende ad alimentare ulteriori conferimenti fuori dalle regole, fino a creare accumuli ai margini della carreggiata. La combinazione tra strutture danneggiate, rifiuti lasciati a terra e tempi di ripristino contribuisce a rafforzare la percezione di abbandono.
Il nodo dei controlli e della manutenzione
Alla base del problema vengono individuati due fattori distinti. Da una parte c’è la responsabilità di chi deposita i rifiuti in modo irregolare, ignorando le regole della raccolta. Dall’altra emerge la difficoltà di garantire controlli costanti in un territorio rurale ampio, caratterizzato da numerose strade secondarie e da aree di conferimento distribuite lontano dal centro abitato.
Per evitare che le piazzole si trasformino in discariche spontanee, resta centrale anche la rapidità dello svuotamento dei contenitori e della sostituzione delle strutture danneggiate. Le immagini raccolte dai cittadini riportano dunque una criticità che non sembra essere stata superata con la sola videosorveglianza. Il problema, come emerge dalle segnalazioni, riguarda sia i comportamenti individuali sia l’efficacia complessiva della gestione e dei controlli nelle aree periferiche.