Dopo un lungo periodo di silenzio seguito alla vendita, l’ex caserma Giulioli di piazza della Rocca si prepara a riaprire almeno in parte i propri spazi. Il primo utilizzo riguarda un singolo ufficio, concesso all’interno dell’immobile per ospitare il punto organizzativo del Comitato Viterbo – 1039 di Futuro Nazionale, formazione politica che fa riferimento al generale Roberto Vannacci.
Lo storico edificio, costruito intorno al 1700 e in passato utilizzato dalla Guardia di finanza, era stato messo sul mercato nel 2022 per una cifra di 2 milioni e 970mila euro. L’intero complesso è stato acquistato lo scorso anno da Piero Camilli, imprenditore e patron della Viterbese.
Un ufficio per il comitato cittadino
La struttura si estende su oltre 4mila metri quadrati coperti, distribuiti su quattro livelli, compreso il piano interrato. L’edificio ha una caratteristica conformazione a L, che circonda un giardino di circa 1.100 metri quadrati dotato anche di parcheggio scoperto. Per lungo tempo non erano state rese note indicazioni sulla destinazione della superficie, considerata la rilevante dimensione dell’immobile.
La novità è stata comunicata da Vittorio Galati, referente del Comitato Viterbo – 1039, che ha annunciato l’apertura del punto organizzativo nelle stanze messe a disposizione da Camilli. La concessione riguarda una parte limitata del palazzo e non l’intera struttura. Lo spazio fungerà, almeno in questa fase, da base operativa per il comitato cittadino nato a sostegno di Vannacci.
La destinazione dell’edificio resta da definire
L’apertura dell’ufficio non coincide con l’inaugurazione del quartier generale provinciale di Futuro Nazionale. Per questo passaggio sarà necessaria la nomina del nuovo coordinatore provinciale, prevista a settembre. Fino ad allora, l’attività all’interno dell’ex caserma resterà legata al comitato cittadino e alle sue esigenze organizzative.
Rimane invece ancora da stabilire la destinazione della parte più ampia dell’edificio. Il complesso, dopo anni di attesa, dovrà essere inserito in un progetto complessivo capace di restituirgli una funzione stabile e di reintegrarlo nel tessuto urbano di Viterbo. L’utilizzo politico di un singolo ufficio rappresenta quindi il primo segnale di riapertura, ma non chiarisce ancora quale sarà il futuro dell’intera proprietà.