Trend termici

Caldo più lungo, meno piogge e nebbia quasi scomparsa

Dal 1996 aumentano le sequenze oltre i 30 gradi; precipitazioni e foschia mostrano invece un andamento opposto.

Caldo più lungo, meno piogge e nebbia quasi scomparsa

Il clima di Viterbo è cambiato sensibilmente dal 1996 a oggi. Il confronto tra gli indicatori elaborati attraverso i dati incrociati del Sole 24 Ore restituisce un quadro segnato da estati più persistenti, da una riduzione dei giorni con precipitazioni e dalla forte contrazione delle giornate caratterizzate dalla nebbia. Una trasformazione che riguarda il capoluogo e, secondo il testo, anche i comuni della provincia.

Le temperature sopra i 30 gradi

Il cambiamento più evidente riguarda la durata delle fasi di calore nei mesi estivi. Alla metà degli anni Novanta, le giornate consecutive con temperature massime superiori ai 30 gradi erano in media circa sei o sette all’anno. Nelle rilevazioni più recenti, invece, la media delle sequenze di canicola ha raggiunto 17,6 giorni consecutivi.

Il dato indica un aumento significativo della persistenza delle alte temperature. Rispetto al passato, le ondate di calore risultano quindi più frequenti o più durature, con effetti avvertiti dalla popolazione durante la stagione estiva. Il confronto non descrive soltanto singoli picchi termici, ma la continuità con cui il termometro resta sopra la soglia considerata.

Precipitazioni più concentrate

Un secondo elemento riguarda il regime delle precipitazioni. Nel 1996, a Viterbo si registravano in media circa 85 giornate di pioggia all’anno, distribuite soprattutto tra autunno, inverno e primavera. Nelle rilevazioni recenti, il numero complessivo è sceso sotto quota 60.

La diminuzione dei giorni piovosi non coincide però con l’assenza di fenomeni intensi. Le precipitazioni tendono a concentrarsi in intervalli più brevi, con temporali descritti come violenti e alternati a periodi prolungati di siccità. Il quadro che emerge è dunque quello di una distribuzione meno regolare dell’acqua nel corso dell’anno, con una maggiore distanza tra gli episodi piovosi.

La riduzione della nebbia

È cambiata anche la presenza della nebbia nella conca viterbese e nelle aree collinari. Alla fine degli anni Novanta si contavano in media 25 giornate annue con scarsa visibilità dovuta ai banchi di nebbia. Oggi, secondo il confronto riportato, il fenomeno si verifica in meno di cinque giornate all’anno.

La riduzione viene collegata all’aumento delle temperature minime e alla modifica dei tassi di umidità. In questo modo, uno dei fenomeni più riconoscibili del passato locale è diventato molto meno frequente. Nel complesso, gli indicatori considerati descrivono un territorio in cui le temperature elevate durano più a lungo, le precipitazioni sono meno distribuite e la nebbia è quasi scomparsa.