Intervista politica

Ciambella attacca Frontini: «Amministrazione insufficiente»

La capogruppo contesta discarica, rapporti istituzionali e strategia del centrodestra

Ciambella attacca Frontini: «Amministrazione insufficiente»

Luisa Ciambella, capogruppo di Per il bene comune e responsabile del movimento nato a sostegno del governatore Francesco Rocca, ha criticato l’operato dell’amministrazione guidata da Chiara Frontini in un’intervista dedicata ai principali temi politici e amministrativi del territorio. Il giudizio sulla consiliatura è netto: insufficiente, perché, secondo Ciambella, dopo quattro anni non sarebbe arrivato il salto di qualità promesso e i risultati concreti sarebbero rimasti inferiori alle aspettative.

Discarica e impianti fotovoltaici

Al centro dell’intervento anche il ricorso presentato dal Comune contro l’ampliamento della discarica di Monterazzano. Ciambella ha definito la questione un problema di coerenza politica, sostenendo che la difesa del territorio avrebbe dovuto essere condotta negli anni in cui, a suo giudizio, la giunta regionale guidata da Nicola Zingaretti avrebbe trasformato la Tuscia nel punto di riferimento per il conferimento dei rifiuti del Lazio.

La consigliera ha rivendicato le iniziative promosse dal Movimento Per il Bene Comune, tra cui la proposta di una moratoria sulle energie rinnovabili e il referendum abrogativo contro il Piano regionale dei rifiuti. Secondo la sua ricostruzione, la moratoria adottata all’epoca dalla Regione sarebbe stata inefficace, perché le autorizzazioni per numerosi impianti fotovoltaici avrebbero continuato a essere rilasciate, mentre sarebbe stata soltanto rinviata la data di avvio dei lavori. Ciambella ha quindi attribuito responsabilità sia alla precedente amministrazione regionale sia a chi oggi, a suo avviso, chiede nuovi stop agli impianti.

Scuola e rapporti istituzionali

Tra gli altri temi affrontati c’è l’accorpamento dell’istituto Carmine. Ciambella ha sostenuto che il ridimensionamento scolastico fosse conseguenza dell’applicazione di una normativa nazionale e del mancato esercizio, da parte di Comune e Provincia, della scelta sull’istituto da accorpare. In assenza di una decisione degli enti locali, ha spiegato, la Regione avrebbe agito attraverso il cosiddetto potere sostitutivo. La vicenda sarebbe dunque il risultato di un cortocircuito istituzionale e della difficoltà di assumere decisioni impopolari.

Sul rapporto tra Comune e Regione, la capogruppo ha parlato di un progressivo isolamento istituzionale, accusando l’amministrazione di privilegiare propaganda e populismo rispetto alla costruzione di relazioni utili con gli altri livelli di governo. Ha inoltre definito autoreferenziale e distante dai problemi dei cittadini il metodo attribuito alla giunta Frontini, criticando anche la gestione dei fondi del PNRR e sostenendo che le risorse avrebbero potuto incidere maggiormente sulla trasformazione urbana.

Quanto alla candidatura a Capitale europea della Cultura 2033, Ciambella ha riconosciuto il valore dell’occasione, ma ha espresso dubbi sul coinvolgimento della comunità e sull’entusiasmo suscitato dal progetto. Sul futuro politico, ha auspicato un centrodestra capace di presentarsi unito alle prossime elezioni amministrative, attraverso un percorso condiviso per individuare il candidato sindaco.

Infine, tra le priorità indicate dal movimento, Ciambella ha citato la ricostruzione di una comunità più solidale, con maggiore attenzione ai giovani, agli spazi di aggregazione e ai fenomeni di microcriminalità. Il riferimento è anche alla morte di una 23enne per overdose in una proprietà privata abbandonata, episodio che, secondo la consigliera, conferma la necessità di mettere la persona e la cura del territorio al centro dell’azione amministrativa.