Disagio sociale

A Viterbo, 580 famiglie sostenute dall’Emporio solidale

Il 70% dei nuclei ha già ricevuto aiuto negli anni passati; metà dei beneficiari è italiana.

A Viterbo, 580 famiglie sostenute dall’Emporio solidale

Sono 580 le famiglie, per un totale di circa 1.600 persone, che nel 2025 hanno ricevuto sostegno dall’Emporio solidale di Viterbo. I dati sono stati forniti da Domenico Arruzzolo, presidente di Viterbo con Amore, l’associazione che gestisce la struttura intitolata ad Alfio Pannega. Rispetto all’anno precedente, il numero degli utenti risulta leggermente aumentato.

Per accedere al servizio, i nuclei in difficoltà devono avere un Isee inferiore a 10 mila euro. A chi presenta i requisiti viene assegnata una tessera con validità annuale, che deve essere restituita alla scadenza. Una nuova richiesta può essere presentata soltanto dopo un ulteriore anno, secondo le modalità previste dall’Emporio.

Un sostegno spesso necessario per anni

Il dato che preoccupa maggiormente i gestori riguarda la continuità del bisogno. Il 70% delle famiglie che hanno richiesto la tessera nel 2025 ne aveva già usufruito negli anni precedenti. Per Arruzzolo, questo elemento evidenzia quanto sia difficile riuscire a superare in modo stabile una condizione di povertà.

La platea assistita è composta in parti uguali da cittadini italiani e stranieri: il 50% dei nuclei è italiano, mentre l’altra metà proviene da altri Paesi. Durante il periodo della pandemia da Covid, secondo quanto riferito dal presidente di Viterbo con Amore, era aumentata la presenza di famiglie italiane tra quelle che si rivolgevano alla struttura.

La provenienza dei nuclei

La maggioranza degli utenti risiede nel capoluogo: l’85% delle famiglie arriva da Viterbo e dalle sue frazioni. Il restante 15% proviene da 35 Comuni della provincia, tra cui Vetralla, Montefiascone e Ronciglione. L’Emporio viene quindi utilizzato anche da persone che abitano fuori città, nonostante la distanza.

Tra le ragioni di questa scelta c’è anche la volontà di tutelare la propria riservatezza. Alcune famiglie, spiega Arruzzolo, preferiscono rivolgersi a un ente assistenziale situato in un altro Comune per evitare di incontrare conoscenti, vicini di casa o amici durante l’accesso al servizio.

La struttura si prepara inoltre a raggiungere un traguardo significativo: il prossimo 4 ottobre ricorreranno i 25 anni dalla sua attività. Nel frattempo, i numeri relativi al 2025 confermano la presenza di una domanda di sostegno ancora stabile e, rispetto all’anno precedente, leggermente più ampia.