Una settantina di persone, tra cui numerosi studenti, ha partecipato a Viterbo alla protesta organizzata davanti alla sede della Provincia, in via Saffi, per chiedere la rimozione della scritta Casa del balilla riemersa sulla facciata del liceo Buratti durante i lavori di restyling. Il comitato cittadino promotore dell’iniziativa ritiene che l’iscrizione, risalente al ventennio fascista, non debba restare visibile su un edificio considerato simbolo della democrazia.
La richiesta alle istituzioni
I manifestanti hanno sollecitato la Provincia, guidata dal presidente Romoli, e la Soprintendenza a intervenire per oscurare o cancellare la scritta. La mobilitazione si è svolta mentre all’interno dell’ente era riunito il Consiglio provinciale, chiamato a discutere una mozione presentata da Simone Brunelli, capogruppo di Tuscia Democratica.
La discussione, tuttavia, è stata rinviata per l’assenza di Brunelli, impegnato al Cersaie di Bologna. La mozione tornerà quindi in commissione e sarà affrontata anche con il coinvolgimento della Soprintendenza, chiamata a esprimersi sulle modalità di intervento sull’edificio scolastico intitolato al partigiano viterbese Mariano Buratti.
Gli interventi durante il presidio
Tra i partecipanti hanno preso la parola il presidente provinciale dell’Anpi, Enrico Mezzetti, il professor Aurelio Rizzacasa, la docente del Buratti Stefania Fidanza e alcuni studenti. Mezzetti ha definito la manifestazione una prova di resistenza contro quello che considera un tentativo di revisionismo storico, sostenendo che la vicenda di Viterbo potrebbe riproporsi anche in altre parti d’Italia.
Rizzacasa ha dichiarato di essere disposto a far sparire personalmente la scritta qualora le istituzioni non intervenissero, contestando quella che ha definito l’indifferenza della cittadinanza e criticando l’atteggiamento della politica locale. Gli studenti presenti hanno ribadito la propria contrarietà alla permanenza dell’iscrizione sulla scuola, chiedendo che il caso venga risolto attraverso una decisione istituzionale.
La protesta proseguirà ora sul piano amministrativo con il ritorno della mozione in commissione. L’eventuale rimozione o copertura della scritta dovrà essere valutata insieme alla Soprintendenza, mentre il comitato cittadino continuerà a chiedere che l’iscrizione non resti esposta sulla facciata del liceo.