Restano diversi i destini dei due edifici affacciati su piazza Fontana Grande, nel centro storico di Viterbo. Se l’ex convento carmelitano, un tempo sede del tribunale, è pronto ad accogliere nuovamente parte degli uffici comunali oggi dislocati in via Garbini, l’adiacente ex chiesa di San Giuseppe e Santa Teresa non ha ancora una prospettiva concreta di recupero.
Il mercato coperto resta sulla carta
L’immobile, utilizzato in passato per le attività giudiziarie e sede delle aule della corte d’assise, avrebbe dovuto essere trasformato in un mercato coperto nell’ambito di una proposta dell’amministrazione guidata dalla sindaca Chiara Frontini. Il progetto, tuttavia, non è mai entrato nella fase operativa e non è stato avviato alcun cantiere di riqualificazione.
Gli unici interventi eseguiti hanno riguardato la messa in sicurezza di una porzione del tetto, resa necessaria dopo il parziale crollo avvenuto lo scorso anno. A confermare lo stallo è stata la stessa sindaca durante l’ultima seduta del consiglio comunale, spiegando che per il recupero della corte d’assise non esiste ancora un finanziamento.
In un primo momento la copertura economica era stata individuata nel secondo livello dei fondi Fesr. Quelle risorse, però, sono state successivamente destinate al recupero dell’ex cinema Genio, facendo venir meno la disponibilità necessaria per sostenere la trasformazione dell’edificio in spazio commerciale.
Il convento pronto per il trasferimento
La situazione è diversa per l’edificio contiguo. Nell’ex convento carmelitano i lavori sono terminati e restano soltanto alcuni interventi di dettaglio. Il Comune si prepara quindi a trasferire nella struttura parte del personale attualmente operativo in via Garbini, con un’operazione per la quale, secondo quanto riferito da Frontini, esiste già la relativa copertura finanziaria.
Tra i dipendenti non sarebbe emerso particolare entusiasmo per il cambio di sede, soprattutto per le difficoltà legate alla disponibilità di parcheggi nel centro storico. La sindaca ha comunque assicurato che l’amministrazione si è confrontata con i dirigenti per garantire una sistemazione stabile e confortevole al personale interessato dal trasferimento.