Bollette energetiche elevate e abitazioni poco efficienti sono due aspetti dello stesso problema per molte famiglie della provincia di Viterbo. Secondo l’elaborazione realizzata da Saie, la fiera delle costruzioni, sui dati 2025 del sistema Siape, oltre sei edifici residenziali su dieci tra quelli dotati di Attestato di prestazione energetica presentano livelli elevati di consumo. La quota degli immobili nelle classi F e G raggiunge infatti il 66%.
Il confronto con le altre province del Lazio
Le rilevazioni ufficiali, sviluppate attraverso il sistema informativo dell’Enea, riguardano complessivamente 108.668 APE emessi nel Lazio. Nel confronto tra i territori, Viterbo condivide con Frosinone il dato del 66% di immobili collocati nelle due classi energetiche peggiori. Il valore più alto si registra a Rieti, dove la percentuale arriva al 70%.
La situazione appare meno critica nella provincia di Roma, ferma al 58%, e a Latina, che con il 53% chiude la graduatoria regionale degli edifici inefficienti. Sul fronte opposto, quello delle classi energetiche dalla A1 alla A4, la Tuscia raggiunge appena l’8% del totale rilevato. I numeri descrivono quindi un patrimonio edilizio in larga parte vecchio e non ancora interessato da interventi di riqualificazione.
Incentivi e riqualificazione
Negli ultimi anni il mercato è stato sostenuto soprattutto dalla stagione degli incentivi edilizi. Secondo le stime di Nomisma, le misure adottate avrebbero consentito di raggiungere il 56% degli obiettivi finali fissati per il 2030 dalla Direttiva Case Green. Il risultato ha contribuito a ridurre il divario, ma non è considerato sufficiente a completare il processo di rinnovamento.
Il percorso avviato, secondo l’analisi, rischia di rallentare senza un piano di attuazione definito e senza un finanziamento costante. La riqualificazione degli edifici viene indicata come uno degli strumenti principali per contenere i consumi delle famiglie, affrontare la volatilità dei prezzi dell’energia e rispettare i nuovi requisiti minimi europei.