Governance contesa

Talete, l’opposizione di Viterbo chiede un amministratore unico

I gruppi di minoranza sollecitano un dibattito pubblico sulla futura guida della partecipata

Talete, l’opposizione di Viterbo chiede un amministratore unico

La successione a Salvatore Genova alla guida di Talete resta al centro di un confronto politico senza ancora una sintesi. I ripetuti rinvii dell’assemblea dei soci evidenziano le difficoltà dei sindaci e degli schieramenti di riferimento nel raggiungere un’intesa sulla futura struttura della società. Sul tavolo si confrontano Fratelli d’Italia, Partito Democratico, Forza Italia e il movimento civico guidato dalla sindaca di Viterbo Chiara Frontini, in un quadro nel quale si intrecciano equilibri territoriali e peso elettorale.

Nelle scorse settimane aveva guadagnato terreno l’ipotesi di un consiglio di amministrazione, una soluzione che avrebbe consentito di distribuire più incarichi e agevolare il compromesso tra le diverse forze. Dopo l’ennesima fumata nera e l’ultimo rinvio della decisione, però, è tornata d’attualità la formula dell’amministratore unico. Su questa soluzione hanno preso posizione i capigruppo dell’opposizione del Comune di Viterbo, depositando un documento comune.

La posizione delle minoranze

A sottoscrivere l’intervento sono Matteo Achilli per Fratelli d’Italia, Andrea Micci per la Lega, Luisa Ciambella per la lista civica Per il Bene comune, Giulio Marini per il gruppo Forza Italia-Udc-Fondazione e Letizia Chiatti per il Gruppo misto. I consiglieri chiedono di evitare logiche di spartizione e sostengono un modello monocratico, che a loro giudizio garantirebbe maggiore chiarezza nella gestione.

“Sulla futura governance di Talete la nostra posizione è chiara: si prosegua con la figura dell’amministratore unico, una scelta che riteniamo seria, responsabile e capace di garantire una guida precisa della società”, affermano i rappresentanti della minoranza. Secondo il fronte comune dell’opposizione, Talete avrebbe bisogno di continuità, responsabilità e risultati, non di una moltiplicazione di incarichi. Per questo la proposta viene rilanciata al tavolo della Provincia e all’assemblea dei soci.

La richiesta a Frontini

La minoranza chiede inoltre alla sindaca Frontini di portare il tema in consiglio comunale o in quinta commissione, così da chiarire quale posizione intenda assumere Viterbo. Alla base della richiesta c’è anche un richiamo alla coerenza amministrativa: nel Comune, per la partecipata Francigena, è già previsto il ruolo dell’amministratore unico. I consiglieri domandano quindi per quale ragione, nel caso di Talete, dovrebbe essere adottato un assetto differente e con più incarichi.

Per l’opposizione, una figura unica sarebbe più facilmente individuabile e direttamente chiamata a rispondere delle decisioni e dei risultati raggiunti. La richiesta è dunque che la sindaca porti questa impostazione al confronto provinciale e renda pubblica, davanti al consiglio comunale, la posizione che Viterbo intende sostenere. La decisione finale spetterà comunque alla maggioranza e all’assemblea dei soci, chiamate a definire il nuovo vertice di Talete dopo i rinvii che stanno prolungando l’assenza di una guida stabile.