Un controllo della Polizia Stradale di Viterbo ha portato alla luce un presunto raggiro legato al conseguimento fraudolento della patente di guida. Gli agenti hanno fermato un’autovettura condotta da un cittadino straniero, che durante la verifica ha esibito il proprio documento di guida.
L’anomalia è emersa dall’esame della fotografia riportata sulla patente: l’immagine non corrispondeva alla fisionomia della persona sottoposta al controllo. Il sospetto ha spinto gli operatori ad approfondire gli accertamenti insieme al personale della Squadra di Polizia Giudiziaria locale.
Gli accertamenti sull’identità
Le verifiche hanno consentito di risalire all’identità della persona raffigurata sul documento. Si tratterebbe di un soggetto già noto alla Polizia Stradale, in quanto precedentemente denunciato per lo stesso reato. La patente esibita dal conducente sarebbe quindi riconducibile a un percorso di conseguimento ritenuto irregolare dagli investigatori.
Secondo la ricostruzione finora effettuata, il meccanismo avrebbe previsto l’intervento di una persona incaricata di aiutare il cliente a superare fraudolentemente l’esame. Il soggetto avrebbe fornito una propria fotografia, inserita nella documentazione necessaria per presentare la domanda di conseguimento del titolo di guida.
La sostituzione durante l’esame
Nel giorno fissato per la prova teorica, la stessa persona si sarebbe presentata nei locali destinati all’esame, sostituendosi al candidato effettivo e sostenendo il test al suo posto. In questo modo, il reale interessato avrebbe potuto ottenere il rilascio della patente senza aver affrontato personalmente la prova.
Una volta ottenuto il documento, il beneficiario avrebbe poi simulato lo smarrimento della patente, chiedendo un duplicato con la propria fotografia. Il nuovo titolo sarebbe così risultato intestato all’utilizzatore effettivo e corredato della sua immagine, rendendo più difficile individuare la sostituzione avvenuta durante l’esame.
L’attività investigativa ha permesso di far emergere il presunto meccanismo fraudolento e di ricondurre la patente controllata alla persona che avrebbe messo a disposizione la propria fotografia. Gli ulteriori accertamenti sono in corso per ricostruire l’intera vicenda e definire le eventuali responsabilità dei soggetti coinvolti.
Come previsto dall’articolo 27 della Costituzione, tutte le persone interessate dall’indagine devono essere considerate non colpevoli fino all’eventuale sentenza definitiva.