Ordine pubblico

Reati in calo nella Tuscia: incontri a Caprarola e Bolsena

Riduzioni fino al 50% in alcuni centri, ma restano attenzioni su furti, truffe e spaccio nelle aree boschive.

Reati in calo nella Tuscia: incontri a Caprarola e Bolsena

Prosegue il confronto tra la Prefettura di Viterbo e le amministrazioni locali sui temi della sicurezza pubblica, della protezione civile e della gestione del territorio. Il 14 e 15 ottobre 2026 si sono svolti due incontri di area vasta, nella Sala Giove di Palazzo Farnese a Caprarola e nella Sala Consiliare del Comune di Bolsena, con la partecipazione dei vertici provinciali delle Forze di polizia e dei sindaci dei territori interessati.

Gli appuntamenti rientrano nel percorso avviato dalla Prefettura nel 2025 e hanno coinvolto i Comuni compresi negli ambiti territoriali delle Compagnie dei Carabinieri di Ronciglione e Montefiascone. Al centro delle riunioni sono stati posti anche l’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale, la sicurezza stradale e l’aggiornamento della pianificazione comunale di protezione civile.

Il quadro dei reati

Dai dati esaminati è emersa una diminuzione dei fenomeni criminali in diverse aree della provincia. Nel territorio di competenza della Compagnia di Ronciglione, discusso a Caprarola, i reati sono calati di poco meno del 17% rispetto all’anno precedente, contro una riduzione provinciale di circa il 10%. Ancora più marcata la contrazione dei furti, diminuiti di circa il 25%.

Tra i Comuni con i risultati più rilevanti figura Blera, dove il numero complessivo dei reati si è dimezzato. Riduzioni vicine al 30% sono state registrate a Sutri, Vejano e Oriolo Romano. Nell’area di Montefiascone, analizzata durante l’incontro di Bolsena, la diminuzione complessiva dei delitti è stata invece di circa il 7% rispetto al 2025, con furti e truffe indicati tra i fenomeni ancora in controtendenza.

Le riduzioni più consistenti hanno interessato Acquapendente, Capodimonte, Castiglione in Teverina e Marta, con percentuali comprese tra il 25% e il 30%. A Grotte di Castro il calo complessivo dei reati ha raggiunto il 50%. Durante gli incontri è stata comunque ribadita la necessità di mantenere alta l’attenzione e di proseguire con le attività di prevenzione e controllo.

Prevenzione e protezione civile

Il confronto ha riguardato anche l’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale. Secondo il quadro illustrato, non sono emerse particolari criticità per la sicurezza pubblica riconducibili alla presenza delle strutture. L’Alta Tuscia, dove si concentra un numero di Centri di Accoglienza Straordinaria e progetti SAI superiore alla media provinciale, è stata indicata come esempio di gestione del fenomeno.

Il Comando provinciale dei Carabinieri ha collegato la riduzione dei reati all’intensificazione dei controlli, con particolare attenzione al contrasto dello spaccio nelle aree boschive. È stata sottolineata anche l’importanza delle denunce, della collaborazione dei cittadini e dei sistemi di videosorveglianza comunali. I Carabinieri Forestali hanno riferito di una diminuzione degli incendi boschivi nella scorsa estate, richiamando però l’esigenza di contrastare l’abbandono dei rifiuti e di tutelare il patrimonio naturale.

Spazio è stato dedicato all’aggiornamento dei piani comunali di protezione civile e agli adempimenti previsti dalla pianificazione provinciale per gli impianti di trattamento e stoccaggio dei rifiuti. I Vigili del Fuoco hanno descritto un quadro privo di particolari criticità sul fronte del soccorso tecnico urgente, mentre per il lago di Bolsena è stata segnalata la riattivazione, per il secondo anno consecutivo, del protocollo per il soccorso acquatico lacuale.

Nel confronto con i Comuni sono state segnalate diverse esigenze: Blera, Vejano e Barbarano Romano hanno richiamato il problema dello spaccio nelle zone boschive; Monte Romano e Caprarola hanno indicato nella videosorveglianza uno strumento di prevenzione. Carbognano ha riferito la preoccupazione per i furti nelle abitazioni, mentre Proceno ha evidenziato le difficoltà legate alla bassa densità abitativa.

Tra gli strumenti discussi c’è stato anche il controllo di vicinato. Il Prefetto ha precisato la necessità di distinguere le forme legittime di sicurezza partecipata dalle ronde cittadine, considerate illegittime. Gli incontri, conclusi con il ringraziamento ai partecipanti, proseguiranno con l’obiettivo di consolidare la collaborazione tra amministrazioni e Forze di polizia.