Si è svolta sabato 17 ottobre, in Piazza Centrale a Viterbo, l’assemblea popolare promossa da Abaco-Lazio e dal Comitato Noncelabeviamo. Al centro dell’incontro ci sono state le difficoltà nella gestione del servizio idrico, i costi sostenuti dai cittadini e il futuro di Talete S.p.A., la società che gestisce il servizio nel territorio.
I promotori hanno ribadito la necessità di difendere l’acqua come bene comune e si sono schierati contro l’ipotesi di cessione di quote di Talete a soggetti privati. Secondo Abaco-Lazio e il Comitato Noncelabeviamo, una simile operazione rappresenterebbe un ulteriore passo verso la privatizzazione di una risorsa che, a loro avviso, dovrebbe rimanere sotto il controllo pubblico.
Le critiche alla gestione di Talete
Durante il confronto è stata contestata l’attuale organizzazione del servizio e sono state richiamate le responsabilità politiche che, secondo gli organizzatori, coinvolgerebbero entrambi gli schieramenti. Scelte amministrative ritenute errate e omissioni accumulate nel tempo avrebbero contribuito a determinare le criticità oggi presenti nel sistema idrico.
Tra le richieste avanzate figura la piena applicazione della Legge regionale del Lazio numero 5 del 2014, indicata come lo strumento per superare l’attuale modello gestionale e costruire una gestione pubblica e partecipata. I promotori hanno collegato la norma ai principi espressi dal referendum del 2011 e hanno sollecitato un intervento della Regione, sostenendo che la legge sia rimasta a lungo inattuata.
Salute, bollette e partecipazione
Una parte dell’assemblea è stata dedicata alla qualità dell’acqua destinata al consumo umano e alla tutela della salute. La dottoressa Antonella Litta, rappresentante dei medici ISDE, ha richiamato l’attenzione sulla presenza di arsenico nelle acque del territorio, sottolineando le possibili criticità legate a valori ancora elevati. È stata inoltre proposta l’istituzione di un osservatorio popolare, con il compito di favorire la partecipazione dei cittadini, aumentare la trasparenza e rafforzare il controllo sulla gestione.
Gli organizzatori hanno chiesto anche la sospensione del pagamento delle bollette nei territori interessati da ordinanze di non potabilità. La richiesta nasce dalla contestazione dei costi integralmente sostenuti dagli utenti quando l’acqua erogata non può essere utilizzata per il consumo umano.
All’incontro è intervenuto anche Tonino Monfeli, del comitato CONCA, che ha illustrato le difficoltà del settore agricolo e delle piccole imprese, alle prese con l’aumento dei costi di produzione, gli effetti della crisi internazionale e le dinamiche speculative.
Abaco-Lazio e il Comitato Noncelabeviamo hanno annunciato l’organizzazione di un futuro convegno dedicato all’acqua pubblica. L’obiettivo dichiarato è approfondire le possibili soluzioni ai problemi del servizio e individuare strumenti di tutela per cittadini e territori. Nel corso dell’assemblea sono stati inoltre ricordati altri appuntamenti: l’incontro del 19 ottobre alle 15 a Roma, in Piazza dei Cinquecento, e lo sciopero generale promosso dall’USB per il 30 ottobre.