Conti familiari

Carburanti, nel Viterbese rincari per 94 milioni

La stima della Cgia confronta consumi invariati e prezzi medi: la spesa annuale salirebbe da 464 a 558 milioni.

Carburanti, nel Viterbese rincari per 94 milioni

Alla fine del 2026, automobilisti e imprese della provincia di Viterbo potrebbero avere sostenuto una spesa aggiuntiva di circa 94 milioni di euro per benzina e gasolio rispetto all’anno precedente. La stima, elaborata dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre, considera invariati i consumi e mette a confronto i prezzi medi registrati nel 2025 con quelli dell’anno in corso.

Secondo il calcolo, l’esborso complessivo per i carburanti nella Tuscia passerebbe da 464 a 558 milioni di euro. La differenza equivale a circa 7,9 milioni di euro in più ogni mese, moltiplicati per dodici mesi. Si tratta quindi di una valutazione legata all’andamento dei prezzi e non di una rilevazione sui singoli rifornimenti effettuati dagli automobilisti.

Il confronto tra le province

Nella graduatoria nazionale costruita sugli aumenti assoluti, Viterbo è al 54° posto su 107 province. La classifica è però influenzata dalle dimensioni dei territori e dal numero di veicoli in circolazione. Roma è prima con un incremento complessivo stimato in 823 milioni di euro, seguita da Milano, Napoli, Brescia, Torino e Bari. In queste aree il numero maggiore di auto e mezzi pesanti determina infatti una spesa complessiva più elevata.

All’estremo opposto si collocano le province più piccole, tra cui Isernia, Verbano-Cusio-Ossola e Biella. Per valutare il peso reale dei rincari, l’Ufficio studi considera quindi anche la variazione percentuale rispetto alla spesa di partenza. Da questo punto di vista, la graduatoria cambia in modo significativo e consente di confrontare territori con caratteristiche demografiche ed economiche diverse.

L’incidenza dei rincari

In testa alla classifica percentuale si trova Siracusa, con un aumento del 22,2%, seguita da Avellino, Caserta e Benevento. In fondo figurano invece Varese, Verbano-Cusio-Ossola, Milano, Monza e Lecco, tutte con incrementi inferiori al 19%. La provincia di Viterbo registra una variazione del 20,3%, sostanzialmente in linea con la media nazionale del 20,4%, e si colloca intorno al 67° posto.

Nel Lazio, l’aumento percentuale più consistente è quello di Frosinone, con il 21,1% e il 26° posto nazionale, seguita da Latina con il 20,8%. Viterbo precede Rieti, ferma al 20%, mentre Roma chiude la graduatoria regionale con il 19,4% e il 97° posto in Italia. Il dato evidenzia dunque una differenza tra l’ammontare complessivo dell’esborso e l’incidenza dei rincari: la capitale è prima per somme aggiuntive, ma tra le ultime se si considera la variazione percentuale.