Difficoltà e speranze

Un anno dopo l’incendio alla facoltà di Agraria: studenti raccontano

Un anno dopo l'incendio, gli studenti di Agraria raccontano la loro esperienza.

Un anno dopo l’incendio alla facoltà di Agraria: studenti raccontano

A un anno dal rogo che ha devastato la facoltà di Agraria a Viterbo, gli studenti dell’Unitus continuano a fare i conti con le conseguenze dell’incendio. La quotidianità accademica è stata stravolta, costringendo ragazzi e docenti a riorganizzarsi per affrontare una lunga fase di emergenza.

Le testimonianze raccolte da ViterboToday evidenziano i pesanti disagi logistici che gli studenti devono affrontare. La perdita dei laboratori è il danno più visibile e gravoso. “Uno dei problemi più grandi è il fatto di non avere più i laboratori”, racconta una studentessa, sottolineando la “straordinarietà” dell’evento: “La mattina mi sono svegliata e non c’era più niente”.

Le difficoltà quotidiane

Un altro studente descrive la destabilizzazione anche sul fronte degli esami: “Arrivare il giorno dell’esame e non sapere l’aula o dove recarsi…”. Anche i docenti hanno subito gravi disagi, trovandosi “senza più un’aula, senza più uno studio”. Un altro studente commenta: “A livello logistico è un problema abbastanza serio perché devi condividere attrezzature e cose con altri ragazzi, una cosa che magari potresti fare in un giorno la fai in tre o quattro giorni”.

Un futuro da ricostruire

Nonostante le difficoltà, l’atmosfera tra i corridoi è segnata da un certo ottimismo. “Speriamo che finisca il prima possibile, sperando che la struttura riesca a mettersi a posto”, afferma un ragazzo, fiducioso che la sede “verrà rifatta a nuovo con tutti i laboratori, magari anche più sofisticati”. I primi segnali di ripresa sono visibili nel piazzale, dove si stanno avviando i lavori di ricostruzione. “In poco tempo si sta iniziando a fare qualcosa, i professori ci hanno detto che i fondi sono stati presi”. Nel frattempo, la priorità resta quella di “andare avanti con determinazione per chiudere l’anno accademico nel migliore dei modi”.