All’istituto Orioli di Viterbo gli studenti con disturbi specifici dell’apprendimento sono aumentati in modo significativo nell’arco di due anni scolastici. I dati sono contenuti nei Piani annuali per l’inclusione, documenti che gli istituti pubblicano al termine dell’anno e nei quali vengono indicati gli alunni che necessitano di percorsi didattici personalizzati.
Nel 2022-23 gli studenti con Dsa, cioè dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia, erano 158, pari al 14,6% degli iscritti. Nel 2024-25 sono diventati 192, raggiungendo il 18,5% della popolazione scolastica. L’incremento è di 34 studenti, con una crescita del 21,5% rispetto a due anni prima.
Crescono anche i bisogni educativi speciali
L’aumento riguarda anche il quadro complessivo dei bisogni educativi speciali. In questa categoria rientrano, oltre ai Dsa, le disabilità certificate ai sensi della legge 104 e le situazioni di svantaggio individuate dai consigli di classe. All’Orioli gli alunni compresi in questa area erano 325 nel 2022-23 e sono saliti a 401 nel 2024-25: dal 30% al 38,6% degli iscritti. In pratica, oggi più di uno studente su tre segue un percorso didattico personalizzato.
Secondo il testo, valori analoghi si registrano in diversi istituti tecnici e professionali del Viterbese, mentre sembrano rappresentare un’eccezione alcuni licei classici e scientifici tradizionali. Il confronto con i dati nazionali evidenzia però una distanza rilevante: secondo l’ultimo focus del ministero dell’Istruzione, gli studenti con Dsa erano il 6% del totale nel 2022-23 e il 5,83% considerando soltanto le scuole statali.
Il confronto tra le diverse interpretazioni
Il fenomeno viene letto in modi differenti dagli addetti ai lavori. Da una parte, il pedagogista Daniele Novara ha parlato più volte di un possibile eccesso di diagnosi. Dall’altra, l’Associazione italiana dislessia sostiene che i disturbi siano ancora sottostimati e che l’aumento rifletta soprattutto una maggiore capacità di riconoscerli e identificarli.
Nel dibattito intervengono anche i sindacati, che richiamano l’attenzione sulle conseguenze organizzative per le scuole. Gli insegnanti devono predisporre i piani didattici personalizzati, programmare le interrogazioni e applicare gli strumenti compensativi e dispensativi previsti dalle certificazioni. Brunella Marconi, segretaria dello Snals, chiede maggiore serenità per il personale e meno pressione burocratica da parte di famiglie e dirigenti scolastici, segnalando il rischio di certificazioni considerate forzate.
Il quadro descritto pone quindi due questioni: da un lato la necessità di riconoscere e sostenere tempestivamente gli studenti con reali difficoltà; dall’altro l’esigenza di verificare l’appropriatezza dei percorsi diagnostici e di garantire agli istituti risorse e strumenti adeguati per affrontare una platea di bisogni in crescita.