I dati disponibili sulla qualità dell’acqua nel territorio di Viterbo tornano al centro dell’attenzione. A.Ba.Co. Lazio chiede al Comune e alla Asl di fornire informazioni aggiornate ai cittadini e di intensificare i campionamenti nei punti della rete in cui sono stati rilevati valori di arsenico prossimi o superiori alle soglie di riferimento.
Secondo l’associazione, il problema non riguarda soltanto il singolo risultato, ma anche la frequenza con cui vengono effettuati e pubblicati i controlli. L’analisi dei dati disponibili sul sito della Asl Viterbo avrebbe evidenziato rilevazioni considerate troppo datate e valori ritenuti meritevoli di ulteriori verifiche, soprattutto in una fase segnata dal caldo intenso, dalla siccità e dalle difficoltà legate all’approvvigionamento idrico.
I dati citati dall’associazione
Nel documento vengono richiamate le analisi di febbraio 2026 relative alle reti Tobia e Carcarelle, giudicate non sufficientemente recenti. Per la rete Merlano-Palomba, nella zona di Roncone, il dato disponibile risalirebbe invece al 30 settembre 2025 e indicherebbe una concentrazione di arsenico pari a 9 µg/l, vicina al limite di riferimento di 10 µg/l.
Le rilevazioni di maggio e giugno 2026, sempre secondo A.Ba.Co. Lazio, riporterebbero un valore di 9 µg/l a Settecannelle e valori analoghi al serbatoio 480 e al serbatoio Grotticella. L’associazione sottolinea che si tratta di concentrazioni prossime alla soglia e chiede quindi nuovi campionamenti per verificare l’andamento della situazione dopo l’aumento delle temperature.
Il dato più recente citato riguarda il serbatoio Campoportivo di San Martino al Cimino, dove da metà luglio sarebbe stata rilevata una concentrazione di 14 µg/l, superiore al limite indicato. Per l’associazione, proprio la maggiore attualità di questa misurazione rende necessario aggiornare rapidamente le analisi anche negli altri punti della rete.
La richiesta di un confronto pubblico
A.Ba.Co. Lazio pone inoltre una questione sulla tempestività delle comunicazioni. L’associazione chiede di sapere se il Comune disponga dei risultati dei controlli e per quali ragioni gli stessi vengano resi pubblici con ritardo. Domanda inoltre alla Asl se, in presenza di valori prossimi o superiori alle soglie, siano previsti soltanto controlli ordinari oppure accertamenti più ravvicinati.
Nel documento viene ricordato che il sindaco è l’autorità sanitaria locale e viene sollecitata una maggiore vigilanza sull’attività dell’azienda sanitaria, oltre a un aggiornamento degli strumenti utilizzati per informare la popolazione. La richiesta è di non limitarsi alla verifica formale del superamento dei limiti, ma di considerare anche la ripetizione di valori elevati e gli intervalli di mesi tra un controllo e l’altro.
L’associazione ribadisce infine la proposta di convocare un consiglio comunale pubblico, aperto alla cittadinanza, con la partecipazione dei responsabili territoriali della Asl e, se possibile, dei rappresentanti del gestore. L’obiettivo indicato è chiarire il funzionamento dei sistemi di filtraggio, verificare il rispetto degli obblighi previsti e ottenere controlli più frequenti, con la pubblicazione immediata dei risultati.