Scatta da oggi la chiusura definitiva dell’ufficio speciale per la riqualificazione delle periferie del Comune di Viterbo. La struttura, istituita alla fine del 2018 per coordinare fondi, progetti e cantieri del programma statale di recupero urbano, conclude formalmente la propria attività dopo avere seguito la gran parte degli interventi previsti.
Una struttura nata per il programma straordinario
L’ufficio era stato creato nel dicembre 2018 come collegamento operativo tra i settori urbanistica e lavori pubblici. La sua istituzione era legata ai progetti finanziati dal bando statale per la riqualificazione delle periferie, previsto dal decreto della Presidenza del Consiglio del maggio 2016. Si trattava di un’unità temporanea, pensata per garantire una gestione coordinata delle opere e dei procedimenti amministrativi.
Nel corso degli anni l’organizzazione è stata modificata. Nel maggio 2021 la responsabilità della struttura era stata affidata all’architetto Loriana Vittori, con un contratto dirigenziale a tempo determinato e il supporto di personale tecnico e amministrativo. La cessazione dell’ufficio coincide ora con il pensionamento della dirigente, collocata a riposo dall’amministrazione comunale a partire dal primo ottobre, con la conseguente scadenza del contratto.
Le attività residue passano all’urbanistica
La delibera con cui viene disposto lo scioglimento rileva che la maggior parte degli interventi e degli obiettivi del programma risulta ormai realizzata oppure in fase conclusiva. Per l’amministrazione sono quindi venuti meno i presupposti funzionali e operativi che avevano portato alla creazione di una struttura dedicata.
La chiusura dell’ufficio non comporta però l’interruzione delle pratiche ancora aperte. Fascicoli, procedimenti residui e rapporti convenzionali saranno trasferiti al settore VII, competente per urbanistica, centro storico, edilizia residenziale pubblica e abbattimento delle barriere architettoniche. Il comparto aveva già seguito la pianificazione e il monitoraggio degli interventi del programma e dovrà ora assicurare la continuità delle attività necessarie a completare i cantieri rimasti in corso.
Spetterà ai dirigenti competenti definire il passaggio del personale ancora necessario e organizzare la gestione delle ultime pratiche. La scelta del Comune è dunque quella di superare l’assetto straordinario e ricondurre le attività residue all’interno dell’organizzazione ordinaria dell’ente.