Il complesso noto a Viterbo come Colosseo del Riello si avvia verso la quindicesima asta. La vendita è fissata per l’11 novembre, con una base di un milione di euro, mentre resta irrealizzato il progetto elaborato per trasformare lo scheletro di cemento situato accanto al tribunale in un grande polo commerciale, ricettivo e per il tempo libero.
Il progetto originario
A ricostruire l’idea iniziale è l’architetto Alfredo Giacomini, che ne parla nel volume Architettura contemporanea nella Tuscia, alla scheda dedicata alla Polonord di Viterbo. Il progetto porta la firma dell’architetto Piero Buzi Jannetti e della Interpro Engineering Consultants srl di Civita Castellana, studio riconducibile all’architetto Armando Balducci.
Secondo la descrizione riportata da Giacomini, l’edificio avrebbe dovuto svilupparsi attorno a una grande piazza coperta al piano terra. Il programma comprendeva un cinema multisala, mini sale per proiezioni private, un supermercato, un ristorante e un albergo con 100 camere. Erano previsti anche un residence con 142 mini appartamenti, due piscine coperte, una vasca per immersioni subacquee, una palestra, un campo da squash e una sauna.
Un’opera rimasta incompiuta
Il progetto prevedeva inoltre 60 locali commerciali, uffici e un terrazzo attrezzato con una pista da footing lunga 300 metri. Un insieme di funzioni che avrebbe dovuto dare all’area un ruolo centrale nei servizi e nell’intrattenimento, ma che non è mai arrivato alla realizzazione completa. Nel tempo, la struttura ha invece assunto l’aspetto di un grande manufatto incompiuto, diventando per molti un ecomostro.
Il giudizio di Giacomini sull’edificio è però diverso e ne sottolinea il valore architettonico. L’architetto lo definisce un’opera audace per le dimensioni, con un linguaggio plastico ed espressivo e forme dinamiche e scultoree. Nella sua lettura, il complesso potrebbe rappresentare anche un omaggio a Luigi Pellegrin, architetto romano scomparso nel 2001, che collaborò per circa dieci anni con lo studio Interpro.
La vicenda del Polonord resta così legata alla distanza tra un progetto ambizioso e il suo esito concreto. Mentre la struttura attende il nuovo tentativo di vendita, il disegno originario restituisce l’immagine di un intervento destinato a riunire commercio, accoglienza, sport e spettacolo in un unico spazio. Oggi, invece, il complesso è ancora al centro di una procedura d’asta e di una lunga storia di incompiutezza.