Dati territoriali

Personale introvabile, a Viterbo una Pmi su tre punta sull’IA

Il rapporto Federlazio segnala difficoltà nel reclutamento; automazione e software intelligenti sostengono gli organici ridotti.

Personale introvabile, a Viterbo una Pmi su tre punta sull’IA

Trovare un impiego a Viterbo è difficile, ma per le imprese della provincia reperire lavoratori lo è ancora di più. È il paradosso evidenziato dall’ultimo rapporto di Federlazio Viterbo, che fotografa le difficoltà affrontate ogni giorno dalle attività della Tuscia. La carenza riguarda tecnici nelle officine, operai nelle fabbriche e addetti alla logistica, con effetti sull’organizzazione dei turni e sulla continuità delle attività.

L’indagine, condotta sulle piccole e medie imprese del territorio, rileva che il 62% delle aziende intervistate incontra seri problemi nel reclutamento di nuovo personale da inserire nei reparti produttivi. Il fenomeno interessa in modo trasversale il comparto manifatturiero, i servizi logistici e l’artigianato specializzato. Per le imprese, la difficoltà nel coprire le posizioni disponibili rappresenta un ostacolo alla crescita e alla gestione ordinaria del lavoro.

Le difficoltà nel mercato del lavoro

Secondo il rapporto, tra i fattori che alimentano la carenza occupazionale ci sono il progressivo invecchiamento della popolazione lavorativa e la migrazione dei giovani professionisti verso i grandi centri metropolitani. La conseguenza è una maggiore difficoltà nel trovare figure con competenze tecniche e operative, soprattutto nei settori in cui sono richieste mansioni specializzate o la disponibilità a lavorare su turni.

In questo contesto, diverse aziende stanno cercando di ridurre il peso delle attività ripetitive attraverso l’uso di strumenti digitali. Computer, software intelligenti e sistemi di automazione vengono impiegati per la gestione degli uffici, dei magazzini e della contabilità. L’obiettivo indicato dalle imprese è organizzare meglio le risorse disponibili e mantenere operative le diverse funzioni anche in presenza di organici ridotti.

Gli investimenti nell’automazione

Il monitoraggio di Federlazio evidenzia che il 31% delle Pmi locali ha già stanziato risorse o avviato l’adozione di sistemi legati all’intelligenza artificiale nei processi di gestione e produzione. I software di ottimizzazione e le macchine automatizzate vengono integrati nei flussi di lavoro per svolgere mansioni ripetitive e alleggerire il carico sulle strutture aziendali.

La scelta tecnologica non elimina il problema della disponibilità di lavoratori, ma costituisce per le imprese una risposta alla difficoltà di coprire i posti vacanti. Nella Tuscia, quindi, la carenza di personale sta spingendo una parte del sistema produttivo a investire nell’automazione per evitare rallentamenti e preservare la capacità di mandare avanti le attività.