Una necropoli estesa su circa 600 metri quadrati è stata individuata in località Casalaccio, nell’area compresa tra Viterbo e Vitorchiano. La scoperta è avvenuta durante i lavori di archeologia preventiva legati alla realizzazione di un cavidotto e riguarda un contesto funerario databile dal V secolo a.C. al II secolo d.C.
Le indagini hanno portato alla luce 25 sepolture, che documentano il passaggio dall’epoca etrusca alla fase romana imperiale. Il complesso è stato messo in relazione con l’antica Ferento e con l’insediamento di Acquarossa, offrendo nuovi elementi per ricostruire i rapporti tra le comunità locali e gli insediamenti dell’agro viterbese.
Le sepolture e i corredi
Nel sito sono state riconosciute sette tombe a camera e 18 a fossa. All’interno sono stati recuperati sarcofagi in peperino, urne in tufo e resti osteologici appartenenti a diversi individui. I corredi comprendono vasellame da mensa, oggetti in vetro, monete, lucerne ed elementi in bronzo, materiali utili a conoscere la vita quotidiana, il livello sociale e le pratiche religiose delle persone sepolte.
Tra i reperti di maggiore interesse figurano uno specchio in lega d’argento e un piccolo orecchino d’oro, trovato nella sepoltura di un bambino. La varietà degli oggetti conferma la lunga frequentazione dell’area e la trasformazione delle usanze funerarie nel corso dei secoli.
La camera monumentale e il cranio di uro
Particolare rilievo ha la cosiddetta tomba quattro, dotata di un corridoio d’accesso con 16 gradini. Il passaggio conduce a una camera funeraria situata a quasi cinque metri di profondità, progettata in origine per accogliere almeno dodici defunti.
Nello spazio tra due sepolture è stato inoltre rinvenuto il cranio fossilizzato di un Bos primigenius, l’uro, grande bovino selvatico estinto considerato il progenitore del bestiame domestico. Il ritrovamento potrebbe fornire nuovi spunti per interpretare la stratigrafia del sito e la permanenza di memorie arcaiche nel paesaggio della Tuscia, ma saranno gli studi successivi a chiarirne il significato.
La rilevanza del complesso di Casalaccio ha portato il Ministero della Cultura ad adottare un provvedimento di tutela. L’area è stata sottoposta a vincolo statale e qualificata come sito di interesse culturale particolarmente importante, con l’obiettivo di garantirne la conservazione e di proteggere un contesto significativo per lo studio dell’Etruria meridionale durante la romanizzazione.