La vicenda di una madre di 29 anni e dei suoi tre figli, costretti a vivere in un appartamento infestato da cimici da letto e tarli, è arrivata all’attenzione della politica cittadina. La famiglia abita in via del Pavone, nel centro storico di Viterbo, e si trova in una condizione di forte fragilità economica e sociale.
La situazione nell’appartamento
La donna, sola e con difficoltà linguistiche nei rapporti con i servizi, avrebbe dovuto gettare materassi e mobili perché invasi dai parassiti. Da allora, lei e i bambini sono costretti a dormire sul pavimento o su un tappeto. I tre minori hanno uno, otto e dieci anni; due di loro sono disabili.
La presenza degli insetti avrebbe provocato punture continue e lesioni cutanee diffuse. Per uno dei bambini si è reso necessario il ricorso al pronto soccorso: i medici hanno indicato una prognosi di cinque giorni e prescritto antistaminici e creme al cortisone.
Finora sono stati effettuati due interventi di disinfestazione, durante i quali il nucleo familiare è stato allontanato dall’alloggio per alcuni giorni. Le operazioni, però, non avrebbero risolto il problema. La casa è rimasta priva degli arredi essenziali e, secondo quanto riferito, di fatto inabitabile.
La richiesta al Comune
Il caso era stato raccontato nei giorni scorsi da un’amica della famiglia e ripreso da ViterboToday. Dopo la pubblicazione, la consigliera del Partito democratico Alessandra Troncarelli ha chiesto all’amministrazione comunale di verificare lo stato degli interventi e di individuare soluzioni adeguate.
Troncarelli sollecita in particolare una presa in carico integrata del nucleo e una valutazione urgente sulla possibilità che la famiglia resti nell’appartamento. La consigliera richiama il Comune di Viterbo alla necessità di garantire tutela e sicurezza, soprattutto per i minori, e di fornire una risposta concreta a una situazione descritta come emergenziale.