Ambiente

Viterbo, record nazionale nel consumo annuale di suolo

Lo studio Ispra indica 424 ettari persi; Tarquinia e Montalto di Castro concentrano gli interventi maggiori.

Viterbo, record nazionale nel consumo annuale di suolo

La provincia di Viterbo risulta al primo posto in Italia per consumo annuale di suolo. A indicarlo sono i dati ufficiali dell’Ispra, secondo cui nel territorio della Tuscia sono andati persi 424 ettari di superficie naturale, trasformati o impermeabilizzati. Il dato arriva nonostante la flessione demografica che interessa numerosi comuni della provincia.

Il confronto con le altre province

La graduatoria nazionale assegna dunque al Viterbese il primato per l’incremento delle aree artificiali. Al secondo posto si trova la provincia di Sassari, con 245 ettari di suolo consumato, mentre Lecce chiude il podio con 239 ettari. La distanza rispetto agli altri territori evidenzia l’intensità delle trasformazioni registrate nell’area viterbese.

Il consumo di suolo comporta la perdita di superfici naturali e modifica la fisionomia dei paesaggi. Le aree interessate vengono sottratte anche a possibili usi agricoli e di pascolo, mentre l’impermeabilizzazione riduce la capacità del terreno di assorbire l’acqua. Nel caso della provincia di Viterbo, i dati descrivono una crescita delle attività di cantiere in una fase caratterizzata, in molti comuni, da un calo della popolazione.

Il peso dei comuni del litorale

La parte più consistente delle trasformazioni si concentra lungo il litorale tirrenico. Tarquinia occupa il primo posto assoluto in Italia per incremento annuale di superficie artificiale, con oltre 150 ettari sottratti all’ambiente naturale. Il dato colloca il comune costiero al centro della graduatoria nazionale sul consumo di suolo.

A breve distanza, Montalto di Castro si posiziona al terzo posto in Italia, con 140 ettari di aree trasformate. Secondo le informazioni riportate nello studio, l’espansione è legata soprattutto alla realizzazione di grandi impianti tecnologici e di snodi logistici a terra. Nel complesso, la distribuzione territoriale degli interventi mostra il ruolo predominante dei comuni costieri nel risultato raggiunto dalla provincia.

Il quadro restituito dall’Ispra segnala quindi una forte pressione sulle superfici naturali della Tuscia. Il primato dei 424 ettari persi in un anno porta la provincia di Viterbo davanti a territori con grandi aree industriali o metropolitane e riaccende l’attenzione sugli effetti delle nuove trasformazioni sul paesaggio e sulle attività agricole.