Scuola viterbese

Vittori resta al Buratti dopo il reintegro disposto dal giudice

La dirigente rinuncia a un aumento di circa 700 euro mensili e attende l’attuazione dell’ordinanza da parte dell’amministrazione

Vittori resta al Buratti dopo il reintegro disposto dal giudice

La preside Clara Vittori resterà alla guida dell’istituto Buratti dopo che il tribunale di Viterbo ha disposto il suo reintegro cautelare. Il provvedimento sospende, di fatto, il trasferimento al liceo Farnese, deciso dall’Ufficio scolastico regionale, e riapre il confronto sulla permanenza della dirigente nell’istituto che dirige da undici anni.

La differenza nelle retribuzioni

Alla base della vicenda c’è anche una differenza economica tra gli incarichi dirigenziali. La retribuzione varia in base alla fascia di complessità dell’istituto, determinata da elementi come il numero degli studenti, la consistenza del personale, la tipologia della scuola e le caratteristiche economiche, sociali e culturali dell’utenza.

La dirigenza dell’alberghiero di Caprarola, che comprende anche la sede di Vetralla dello scientifico ex Canonica, rientra nella fascia A. Il liceo Farnese di Viterbo appartiene invece alla fascia C. Tra i due incarichi, secondo quanto riportato, ci sarebbe una differenza di circa 700 euro al mese nello stipendio base, con una retribuzione più elevata associata alla maggiore complessità.

Il trasferimento al Farnese avrebbe quindi comportato per Vittori un incremento stipendiale. La dirigente ha tuttavia scelto di impugnare il provvedimento e di chiedere la permanenza al Buratti, rinunciando così all’aumento collegato al nuovo incarico. Una decisione ricondotta al legame costruito con l’istituto nel corso degli anni.

L’attesa per l’esecuzione dell’ordinanza

Dopo la decisione del giudice, Vittori attende insieme ai suoi legali, Luigi Sini e Federica Gigli, che il ministero dell’Istruzione e l’Ufficio scolastico regionale diano seguito all’ordinanza. Era infatti l’Usr ad avere disposto il trasferimento verso il liceo Farnese.

Il legale Sini ha auspicato un’attuazione in tempi brevi del provvedimento e ha prospettato, in caso di mancato adempimento, la possibilità di chiedere la messa in mora dell’Ufficio scolastico regionale. La dirigente rimane dunque in attesa degli atti amministrativi necessari a rendere operativo il reintegro al Buratti.